Alle Una e zero tre

haiku, originally uploaded by Fib.

 

C’è una strada
che ci porta al nulla:
mi va di farla.

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La Politica delle Idee e Il Fiore Stanco della Democrazia: GOOD GRIEF!!

 

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“Alleanze. La base della politica? A parer mio no, penso invece che la base della politica siano le idee, volte a far progredire il paese. Personalmente noto ogni giorno una deriva terrificante in chi parla di politica in Italia: il bisogno di classificare qualcuno per gli alleati che si sceglie dimenticandosi completamente delle idee che propone. Non va, prima delle alleanze devono venire le idee, chiare, precise, inequivocabili. Altrimenti, come oggi, non si capisce dove finisce la sinistra e dove comincia la destra e la politica si riduce a una sterile perpetuazione di se stessa fatta di alleanze che incessantemente nascono, cambiano, muoiono e rinascono, mentre le idee vengono lasciate a marcire a bordi della strada, giudicate poco importanti.”

Così esordisce Filippo Zuliani, sul blog de Imille, in un stretto e largo – come la foglia e la via – completo intervento sulla faccenda, che vi invito a leggere con calma.

 

Certo, non sarà facile parlare chiaro e farsi capire – come sa invece FZ – in una società che spesso usa parole di cui non sa il significato letterale, e del cui senso ignora perfino l’esistenza.

 

Anche il ‘dibattito’ sul blog ( – su tutti i blog? – sui giornali? OVUNQUE?? – ) è viziato da una aporia, da una distanza che pare incolmabile, fra chi sa quello che dice e chi dice quello che crede di sapere… ( MA non lo sa ) .

 

Una generazione di “commentatori” e “postatori” crede che al diritto di aprire la bocca o battere i tasti liberamente sia connesso quello di pretendere di avere ragione, di insultare quando ci si trova in difficoltà, di mollare quando gli pare, di criticare, di pretendere sempre un Meglio Utopico ( e di perdere così un Bene Possibile, o un Così Così…). Il tutto a favore di chi – acquattato nel “senso comune” e all’ombra del palmizio dei sondaggi manipolabili – coglierà – venendo da destra – il fiore stanco della vera democrazia, umiliata e offesa dalla sua parodia…

Ci vuole l’assunzione di responsabilità nel partecipare, pena un esercizio distorto della democrazia, i cui esiti, in certi paesi, si chiama fascismo…

Ci vuole disciplina per essere davvero liberi.

“You got to be honest living outside the law”, canta – ancora – il bardo di Duluth, Minnesota.

Anche inside, Bob, anche inside!

 

E la buona fede, good grief, la buona fede non è un’attenuante, ma un’aggravante!

(Prendete il signor Adinolfi, buon drudo, anche se incline agli alti-bassi, nervoso, che forse vorrebbe “una vita alla steve mc queen”…: con un poca di autodisciplina e senso del tempo sarebbe, può ancora essere una risorsa, per il rinnovamento e il ripulimento. Se invece cade nel populismo assembleare, beh: che peccato, un altro utile idiota (in senso Montanelliano, devo precisarlo?) a servizio dei gattopardi di ogni tempo. Buona corsa, comunque, candido Adinolfi, auguri di arrivare compresi.)

Di questo passo, in questo mio amato belpaese, continuera la prevalenza del cretino, ri-vincerà l’ignoranza, e con essa torneranno guai scuri e seri.

 

Certo, mi possono dare (ci possono dare, non sono l’unico) degli elitari, dei venduti e presuntuosi.

 

Conoscete un bugiardo che dice che sta mentendo?

 

Ma il punto, quello resta.

 

Ragionare, bene. Dire, bene. Scrivere, bene. E andare avanti, fidando sulla lunga distanza.

Molta calma ( un poco di lusso e voluttà…)

 

Già questo mi è difficile. Ma so che lo so fare.

 

Qui un volantino virtuale, con saluti e baci, in amicizia anche verso chi…discorda!

 

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Qui, ancora sulla responsabilità e la partecipazione

Patrick Mc Grath: una gran bella intervista

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Grazie a BLDGBLOG, una delle mie letture di rete preferite, consiglio ai lettori di Patrick Mc Grath che masticchiano l’inglese questa intervista davvero totale, secondo me, per entrare nelle architetture delle sue righe.

Poe, Lynch, Conrad, Stoker…: un dialogo che scava nelle pieghe, una telefonata in forma di critica !

Di mio, osservo soltanto che i suoi libri contengono parti di assoluta qualità, tali da bastare per il mio stupore.

Ma che, soprattutto adesso che ho letto dei suoi sottopassaggi, sono convinto che la sua prova di capolavoro non sia stata ancora stampata….

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Coincidenza di Luna

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Maria Pia Fusco firma oggi, sulle pagine di Repubblica, un articolo commovente e limpido.

Il racconto di Enrica Fico Antonioni è straordinario per stile e contenuti, e certe sue frasi riempiono meglio di ogni coccodrillo i vuoti che la scomparsa di Michelangelo Antonioni ha generato nel pubblico che ne ama l’opera.

“Non avevo mai visto morire nessuno – dice la donna che ha meglio conosciuto gli anni malati del suo compagno – non un parente…”

Oggi, sul blog Diogene Malamati, ( e qui sotto, nel post che lo ha ospitato su Baotzebao ), DM scrive , fra l’altro:

Solo chi ha guardato la morte evolvere, può aspirare al perdono”.

E ancora:

“Azzardarsi nella morte mentre ne abbiamo la forza, guardare un amico allontanarsi, lasciar andare un fratello. Un esercizio di forza e chiarezza che sono le nostre qualità umane, una piccola azione epperò reale, completa. Tolta di mezzo la paura di morire nessun’altra paura rimane, e pure nessuna speranza. Dobbiamo invece temere la morte, che è dietro alla nostra spalla sinistra, e ci porta via l’opportunità di completare la frase.”

 

“Quella che chiamiamo vita non ha fine, è la memoria quella che si interrompe. Il rischio è tutto nell’incapacità di riconnetterla, o nel dolore di riacquistarla. C’è un momento in cui forse davvero abbiamo una scelta fra le due vie, e a questo dobbiamo essere preparati, per poter cessare di cadere nella stessa vecchia trappola, a perpetuare questa sciocca limitazione. Il momento è quello in cui si interrompe anche la nostra smania di affermare, di voler essere accettati.”

A questo credo alluda Tullio Kezich, che sul Corriere della Sera si chiede dove risiedesse la ferma autoconsapevolezza di Antonioni.

Era la luna piena di Luglio – ierlaltro – ricorda ancora la Fico, un gran bel giorno per morire secondo Diogene, nel suo commento al mio post “Death Point”– scritto ieri sera subito dopo che RAIDUE aveva trasmesso sia Zabriskie Point sia Blow Up – nel quale ricorda la significativa lunatica coincidenza della morte di Ingmar Bergmann e Michelangelo Antonioni sotto la stessa luna.

Ecco.

Tutto qua.

Solo che il post di Diogene Malamati, il cui titolo è “You Know What Light Is” è stato pubblicato ieri, 30 luglio 2007, alle 6 e 17.

 

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Alcune osservazioni: mi ha stupito di non leggere, per il momento, alcun richiamo, nelle pagine dei due giornali citati, allo straordinario rapporto di Antonioni con la musica, e con il Rock in particolare.

A me, dilettante ma appassionato frequentatore di cinema e concerti, pare giusto far notare che pochi hanno saputo scegliere colonne sonore più adeguate alle immagini. Che nessuno, a parte Martin Scorsese e Wim Wenders ( non a caso due fra i film makers più vicini e riconoscenti al Maestro di Ferrara ) ha saputo selezionare per le proprie opere in movimento la musica rock, la sua forza narrante e moderna, con la sua sensibilità e competenza.

E ancora: più che a De Chirico penso a Bonnard, o a Bacon, alla Frida Kahlo, o a certi anonimi Grandi Maestri Cinesi per trovare la chiave del pittore nelle opere in movimento di MA.

Ma ci vorrebbe un CESARE GARBOLI, indimenticabile artefice di letteratura in forma critica, per esser adeguato al tema. Ricordo a me stesso e a chi sapesse a cosa alludo il suo raro, intimo e rivelatore “Pianura Proibita”, (adelphi e Monte Università Parma) per esempio…

Segnalo, infine, tratti da Internet Film Data Base, due omaggi internazionali ad Antonioni: una foto gallery e un documentato articolo sulle canzoni nei suoi film.

E, vi chiedo, se sapete come fare a linkare qui l’articolo di Maria Pia Fusco con la testimonianza di Enrica Fico, fatemelo sapere.

Grazie.

 

 

 

Artù e i suoi 12mila lettori (per non dir delle Bassotte!)

ARTU’ da piccolo, originally uploaded by baotzebao.

 

Cari Lettori e Bassottine carissime,

Questo blog ha quattro mesi e dodicimila visitatori.

Non è che stiamo crescendo troppo in fretta?

A noi Piccoli-ma-Grandi PIACE restar piccoli…

Comunque grazie.

Tra un poco, grazie a Cose, dominieremo la blogsfera!

Attenti a Voi, Pastori Tedeschi e altri Gatti !

Quando Il Gioco Si Fa Duro
I Bassotti Entrano in Gioco!

Un affettuoso BA(ci)O alle ammirattrici

vs. Artù