Giallo su Giallo, di Gianni Mura: il postesto perfetto

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Gianni Mura non è soltanto un giornalista, o uno scrittore: è uno scriba.

Veramente “scriba” è l’autoappellativo di un altro gigante delle cronache sportive, il mio preferito in assoluto, per ragioni di prossimità alle sue sensibilità sportive ed estetiche: Gianni Clerici.

Di Clerici – dei suoi gesti bianchi, delle sue parole in poesia, delle sue ironie affettuose, delle sue scorticature lepide, del suo enciclopedismo anedottico, della sua aristocratica, umile (noblesse oblige) Bontà, e con la B maiuscola – non oso per il momento parlare che per elencazione. Troppo, per me, ancora.

Ma di Mura, grazie alla sua ruspante democrazia popolar narrativa, posso qui tenere un elogio con riserve?

Il suo “GIALLO SU GIALLO” (Feltrinelli) è il posTesto (ma non certo il delitto) perfetto.

Le ammazzatine fra salite pianure e discese – lungo la vie e le vie del Tour – non sono infatti un pretesto per le sue divagazioni socio culinarie con contorno di cronache, no.

I casi delle anime uccise, del come e perchè il suo Magrite risolva il caso che arrossa le strade di Francia bagnate del sudore dei ciclisti e dei suiviers, sono il quadro e non la cornice.

Il paeseaggio che le felici sue dita grassoccie battono su tasti che ancora suonano e ticchettano è quello descritto già nelle cronache che i lettori di Repubblica conoscono ( anche quelli come me, che comprano ancora quello che fu il loro giornale preferito quasi solo per Clerici, Rumiz, Mura e pochi altri ) , ma ciò che conta davvero, qui, in questa Opera, è la cornice.

Come in certi quadri (mi viene in mente per primo Schifano, ma non è l’unico citabile ) il colore esce dal quadro, o -addirittura- cornice e quadro non si distinguono più, a segnalare che il tassello dipinto altro non è che una parte, limitata, del mondo che rappresenta. Ricordate George Perec, il suo Vita, Istruzioni per l’uso? Ecco, è lui il papà di questo libro imperfetto e riuscito. Imperfetto e dunque riuscito.

Sì, c’è anche Riondino, c’è Brera: e ci sono Conte Becaud Sinatra Bartezzaghi Mina Cadou laPiaf Capossela, con molti altri. Ma di chi, bon dieu!, son figli anche loro se non del grande Oulipo?

Mater certa…

Indiferente.

L’umanità dei personaggi e dei luoghi di Mura, la loro carnalità, il loro agire lento anche quando corrono. Le scelte d’albergo avec de serendipity (et nonchalance, aussi…) . Le annotazioni in chiave goldonian-patriottica ( ah les italiens! ). Le scopate sognate, le bevute condivise. Carletto. Le memorie civili, le gesta quotidiane. Gli eroismi dei corridori, quelli della gente sulle strade. I dettagli, sopra a tutto i dettagli…

Ah Monsieur Murà!

Chapeau. Merci. A bientòt.

POST postscriptum

La foto, lassù, inquadrava anche i libri di Giorgio Scianna e Roberto Weber.

(pesava troppo: sostituita!)

Posso contare sui miei venticinquemila attenti non lettori per non aver bisogno di spiegare perchè, vero? Per tutti gli altri, domani dalle 19.00, a FuoriTesto N°14 , una delle spiegazioni possibili…

POST post POSTscriptum:

Colgo l’occasione, madame Paola Mura, per ringraziarla. Lei sa di cosa e perchè. E quando passaste da queste parti ( so che battete il Friuli e pure la Venezia Giulia ) fatemi VoiDue l’onore di offrirvi una porzina mit kren da Pepi S’Ciavo, prima che i lettori del New York Times lo trasformino in un Mac Pepi qualsiasi!!!

2 pensieri su “Giallo su Giallo, di Gianni Mura: il postesto perfetto

  1. Pingback: Gianni Mura e Giorgio Scianna, a Fuoritesto 15 « a vànvera

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