Perché corriamo?, di Roberto Weber

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C’è in libreria un libro appena edito, del quale tutto quel poco che dovrei dirvi, per dirvi tutto, è:

“Per favore, leggetelo.”

E’ una questione di forza e di bellezza.
Le pagine che ho finito di leggere stamattina – mentre sulla città veniva giù tutta l’acqua che sabato pomeriggio aveva promesso, e che fra lampi e tuoni bagna ancora adesso, mentre sto scrivendo, la vicina terra arsa del Carso – emanano una qualità che, se non adeguatamente servite, da parte mia, di parole forti e belle altrettanto, renderebbero l’omaggio che vorrei render loro debole e irrispettoso.

Sia nei confronti di chi non ha ancora letto il libro ( e che dal mio giudizio positivo ma verboso trarrebbe forse diffidenza, o rifiuto ), sia per chi lo ha scritto: per la sua cura, il suo tempo rubato a famiglia e lavoro, la sua timidezza e il suo desiderio di tagliare il traguardo da vincente, su se stesso e sulla materia, davvero complessa, che ha avuto il coraggio di affrontare.

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“Perché corriamo”, di Roberto Weber (Einaudi, € 8,00) è il libro di cui non vi sto parlando.

Cercherò allora un’altra via di descrizione, per allusioni e suggestioni più che per spiegazioni.

* la continuità – la contiguità
Dalla prima frase – “ Guardateli mentre si slanciano in avanti e vanno a formare un gruppo dalla ordinata e misteriosa compattezza.” – all’ultima – “ E tuttavia ciò che è accaduto, accade sempre e accadrà ancora. – tutto si tiene.

* la scansione – l’indice
113 pagine, una Ouverture, Sei Atti, 34 Scene, un Grandfinal-Nuovo Inizio.

* la punteggiatura, le citazioni
* l’esattezza e le ambiguità
* l’intimo, il privato, il pubblico
* la memoria, le dissolvenze, la Storia, le storie
* la cronaca, la letteretura
* la misura, i RECORD
* in B/N, a colori, con e senza Effetti Speciali
* nomi che risuonano, che echeggiano, che svaniscono

* la fatica della prassi, la leggerezza delle teorie
* lo sport, la sportmanship, il marketing
* il tutto, il meno

Complimenti, Siòr Weber, sciapò!

Lei ha scritto come chi sa. Correre, immaginare e narrare.

Correte in libreria, e poi prendetevi il vostro tempo.
E, mi raccomando: festina lente!

(ora piove con meno intensità,e Artù non ha neanche avuto paura dei tuoni…)

qui, su Bora.La, un gran bel pezzo di Enrico Marchetto, sul libro di Weber: http://bora.la/2007/05/27/perche-corriamo-di-roberto-weber/#more-317

5 pensieri su “Perché corriamo?, di Roberto Weber

  1. luciano / il ringhio di Idefix

    Da Weber mi attendo da anni un gran romanzo. E per grande intendo non solo “qualità” ma anche “quantità”.
    Per inciso mi colpisce molto come due degli autori triestini che mi piacciono di più (Weber e Covacich, tra l’altro tutti e due cognomi non italioti) abbiano scritto libri sulla corsa.
    Trieste è proprio una città strana.

    Rispondi
  2. EdTv

    Luciano cristo santo
    è per questo che devi leggere le mie recensioni e non quelle di Valerio.
    Valerio ormai ce lo siamo giocati,
    qui c’è una nuova generazione che la connessione Covacich/Weber
    l’ha fatta ancor prima che tu le pensassi😉

    Rispondi
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