Un mondo di cospiratori, di Mordechai Richler

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Chissà se a Mordechai Richler piaceva esser inteso come ‘uno scrittore comico’.

Pratico e carnale com’era, nei ricordi di chi lo ha conosciuto e nelle pagine che ha lasciato a sua testimonianza, ci avrà badato poco.

Mi pare di vederlo, davanti alla giovane rossa di capelli che glielo ha appena detto, con un sorriso ammirativo.

Si morde le labbra, sbuffa, farfuglia un grassie e intanto pensa a chi quelle tette, a chi quel culo lo fa riandare con la memoria.

Non ho conosciuto Richler, naturalmente, anche se lo ho incrociato nella sua ultima visita italiana.

Posso però dire, senza malizia o giudizio di merito inclusi, che non ho dovuto attendere la sua ‘scoperta’ da parte di Giuliano Ferrara per conoscere “La versione di Barney”.

Devo alla Bignardi – non alla brava barbarica Barbara, ma alla bella cinematografica Irene – la segnalazione di uno dei romanzi più tragicomici letti negli ultimi anni.

Ricordo la tensione da segugio con cui seguivo le tracce di Pan – come secondo me intendeva chiamare il suo personaggio l’autore, solo che era poco “ebraico” – fra bevute hockey donne mogli morte lacrime risate vita e… alberi.

La battuta, verso fine libro, sugli alberi che se potessero parlare, direbbero….

Beh, se ve la ricordate avete già cominciato a ridere; se no andate a ritrovarla, e riderete; se non avete però letto il libro di cui NON parlo, beh, ottima cosa: potete cominciare da un altro suo, ritenuto minore e che io invece ritengo il suo più interessante, “Solomon Gursky è stato qui”.

Nemmeno di questo libro parlerò qui e adesso, ma vi devo almeno dire perchè: la costruzione fabulistica in “SG” è grandiosa quanto la lingua che la manifesta.

Solo datevi tempo, per districarvi fra gli avanti e indietro, i tanti personaggi del libro: quando e se ci sarete entrati davvero capirete un grande segreto del mondo, quello che il Riccio sa bene, e che la Volpe ignora…

“Un mondo di cospiratori”, quasi appena uscito per la solita Adelphi, non è uno scarto di magazzino, una collezione di rimasugli. E’ una chiave per capire Mister Richler, e per voler bene a Mordechai.

Sono pezzi dal suo diario privato, articoli per giornali, bozzetti di racconto camuffati, sapienti saggi letterari su colleghi, travestiti però da loro parodie.

Sembrano tutti inventati, temo sia tutto vero, fino all’ultima irresistibile e drammatica riga:

– “Forse non c’è più bisogno di inventare”

MR è un uomo che ha veduto bene, che ha – tirato via, per un attimo – il velo che fa sembrare incomprensibile e misterioso il mondo.

Ciò che ha veduto non gli è piaciuto, come potrebbe?

Allora, visto che non poteva piacergli, ha avuto la sola reazione vitale possibile: lo ha descritto, con partecipazione e ironia.

Leggetevi “L’apprendistato di Duddy Kravitz”, un ‘romanzo di formazione’ del dopo Auschwitz, per sondare quanto bisogna esser (auto)ironici per sopravvivere a una vista acuta!

Le lettere che MR riceve, pubblicate nel “Mondo di Cospiratori” , sono vere.

Veri gli omuncoli che le scrivono, veri i desideri che esprimono, e le miserie che inconsapevolmente esibiscono.

Per questo, proprio per questo Richler l’autore diventa dunque Richler il personaggio, un Chaplin cantore della classe borghese, un Allen meno, molto meno intellettuale o radical-chic.

Se proprio devo trovare un’ascendenza ebraica, beh, i Marx radiofonici direi, oppure il Jerry Lewis dei film più svitati.

E – nelle pagine deidcate a Salinger, a Hemingway, a Capote – troverete il punto di vista – da collega – di uno scrittore degno delle attenzioni di storici della letteratura, non solo di critici.

Portatevi questo rossarancione libretto in tasca, in metrò. Se siete in attesa – non lo siamo tutti, spesso? – leggetene un po’.

Leggetene un pezzo alla volta, senza trangugiarlo.

Ne godrete la freschezza e ne assaporerete gusto e retro-gusto.

Un poco amaro, sì, ma fresco e rigeneratore.

3 pensieri su “Un mondo di cospiratori, di Mordechai Richler

  1. Francesco M.

    I labirintici percorsi della rete mi hanno condotto sino a questo blog. Sono affascinato dalla tua scrittura e dalla tua conoscenza di un autore come Richler, affascinante e pungente allo stesso tempo. Temo di non avere la tua preparazione su di lui ma ho appena terminato di leggere “Un mondo di cospiratori” e dentro vi ho trovato delle pagine geniali a dir poco. L’intero capitolo “Svelati i segreti della creazione letteraria” è il mio preferito. Esprime con maestria e con grande ironia ciò che penso anch’io sui corsi di scrittura di Baricco & co.
    Mi hai fatto venire voglia di rileggere “La versione di Barney” e perdonami se ti do del Tu, spero di non averti dato noia.
    A presto, magari. Francesco.

    Rispondi
  2. baotzebao Autore articolo

    caro francesco,

    già mi stavano simpatici, i gufetti, adesso poi!

    eppoi se ho capito bene, siculo sei!

    e io ho passato venti fra i meglio giorni di due anni fa a trottare da palermo a palermo…

    grazie per i compliments, richler è più che uno spasso, è un maestro!

    barney ti diverte, ma anche il Gursky, e il duddy kravitz sono buoni, anzi meglio

    se ti va, vai qui, che mi senti parlare ( e mi vedi, purtroppo..) anche dei cospiratori

    http://www.rvnet.eu/fuoritesto/012/play

    quasi quasi ti invidio perchè NON li hai ancora letti…

    alla prossima

    baotzebao

    Rispondi

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