FesThree: da Prometeo a PromeTao?

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“Miti, macchine, mostri – Funzioni e finzioni di letteratura e scienza.

Che titolo! – ho pensato subito dopo aver letto il programma, non posso perdermelo.

Giorno terzo, FEST sempre in crescita. E’ sabato, c’è il sole, una bavisela tiepida invita a Barcola, ma la Sala Oceania è quasi piena.

Mancano Jon Turney, assente per motivi di salute, e Giuseppe O. Longo, per …mancato decollo dell’aereomobile. Peccato.

Armando Massarenti – filosofo (e dunque) divulgatore di cultura: non tutti i filosofi, però, anzi… – introduce con tacitiana brevitas un tema che può occupare una vita intera, ma che può esser detto in breve, come Massarenti fa sul mai troppo lodato DOMENICALE, e su RADIO 24. Nomina Frankenstein e Faust, la hibris e il sovrannaturale.

Ancora oggi, si appunta BaoTzeBao nel suo quadernetto, si vive, almeno qui in questo Bel Paese si vive fra Aspettative Miracolistiche e Minacce Catastrofiche.

Ci ricorda, il giovane filosofo dalla faccia buona, che il diritto di sbagliare è sacro, che la Scienza è un processo… E ancora: che la paura per il mancato controllo, da parte degli esperti e dei governi, delle scoperte scientifiche e delle loro applicazioni , deriva anche da un clima che sembra compromesso, per un vero scambio di idee laico fra le parti della società contemporanea, in Italia. E sottolinea anche – come alcuni, in altri incontri, hanno già fatto – quanto invece il pubblico italiano abbia voglia di conoscenza, e come – quando è intercettato da una comunicazione chiara, ben espressa, ben rappresentata – sia pronto ad aggiornare le proprie conoscenze.

Vero. Perchè certi programmi in TV vanno alle 3 di notte?

Dunque, conclude Massarenti con una domanda, c’è un modo attuale ed aggiornato per usare i miti e le finzioni per comunicare la Scienza, oggi?

Paolo Zellini, matematico e persona ben educata, quasi scusandosi nei gesti della sua formidabile cultura, dice che non lo sa.

E poi, ricostruendo per cenni ( ma tutti ben documentati, fonti citate ) la Storia del Pensiero Matematico, dimostra di avere le idee chiare, e di saperle chiaramente comunicare.

Parte da lontano, dal legein greco: che è misurare, dice, prima ancora di discorrere. Il Numero, Pitagora, Prometeo, Palamede, Eschilo…

Le tags sono numerose (eh!), la mia capacità di star ben attento e simultaneamente prendere appunti è limitata. Ordinare il Tempo, essere discreto, i Numeri nella Torah – così si chiama il secondo libro dell’antico testamento, più noto con il nickname di DEUTERENOMIO – sono i flash che vengono in mente a me.

Ma Zellini già è su PROTEO, il mostro marino proteiforme che…dice la Verità solo quando è legato e imbavagliato.

Diamo il nostro meglio solo se siamo vicini al peggio? Ah, sior Bao, che domande che la se fa!!

Proteo che, nel CANTO IV° dell’Odissea – sussurra allusivo nel microfono Paolo “gnomon” Zellini – Omero ci presenta mentre ogni giorno e mezzogiorno esce dal mare, conta le sue foche a cinque per cinque e poi si addormenta…

Misurare, ragionare, ordinare…

E poi Kantor, la non misurabilità dei contigui, il potere euristico del legein

E Leopardi che ammonisce, nello Zibaldone, a proposito del Male che c’è, nell’ordine…

Dio e il Golem. Desiderare di non desiderare. Il Calcolatore, il PC, l’ordinateur…

Dopo il racconto da cronista-viaggiatore di lungo corso di Fabio Pagan – che per esempi (la modernizzazione di Shanghai, le frontiere delle nanotecnologie) presenta il suo punto di vista – è la volta di Yan Wu, giovane scrittore di science fiction, cinese. Nel suo paese, racconta in un buon inglese e con l’aiuto di una serie di slides, la Scienza viene da anni comunicata anche attraverso le finzioni romanzesche. Ai dubbi, esternati da Massarenti ma ampiamente condivisi sia dagli altri relatori sia da buona parte del pubblico, a proposito della possibilità che ciò sia pericoloso, lo scrittore risponde ricordando a tutti la storia della Cina, dell’influenza di Lao Tze e di Confucio, dei modelli occidentali e della Rivoluzione Culturale, dell’influenza sovietica. Gli esempi che porta sono convincenti: il suo tocco è leggero, ma la presa é sicura.

La Cina, annota Baotzebao, sarà una minaccia fatale solo se l’occidente non compierà qualche serio sforzo per comprendere la forza del pensiero allusivo. Non è solo una questione di numeri, nè di contrapposizione, ma di strategie, piuttosto. Il buon Comandante Cinese non è colui che vince con la guerra, ma chi ottiene senza spargimento di sangue la resa del nemico. Mediatiamo ? Sarebbe il caso, credo… ( Per chi lo volesse, un buon maestro sarà Francois Jullienn, che da uno spunto di Michel Foucault ha tratto ispirazione per una serie di libri davvero eccezionali, editi in Italia da Einaudi e da Laterza, soprattutto. Ma ci tornerò, altrove, ma sempre su “a vànvera”.

Quando lascio la sala Oceania, e sono quasi le 13, ho la sensazione che il tempo sia passato veloce. Ma l’appetito si fa sotto, e i canestrelli che abbiamo prenotato in pescheria non possono più aspettare…

NdB (Nota di Bao)

Sgusciateli, e subito dentro nel forno, già caldo. Tre minuti al massimo. Niente pangrattato o aglio o niente: nudi. Un filo d’olio crudo. Vino buono. Buon appetito!

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