K.

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Amalia dopo aver strappato la lettera di Sortini, e aver dunque respinto il messaggero, si trova ad esser biasimata (e con lei tutta la famiglia) per aver rifiutato la chiamata: è un fatto che la collettività non può accettare (volentieri lo farebbe, se solo l’interessata e la famiglia non ne facessero, con il proprio senso di colpa, un problema) perché, schiacciati dalla paura di un ordine oscuro ma ferreo, non osano ribellarsi e temono che qualsiasi accondiscendenza con i Barnabas potrebbe condurre loro nella stessa spirale. Tutti dunque, Olga e genitori, sono schiacciati; Amalia no, lei sta faccia a faccia con la verità, da muta a muta: la verità è muta, il Castello parla, Amalia è nella verità.

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