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Caracreatura,

sono soltanto cinque minuti che ho acceso la luce del buongiorno, e già mi è venuta addosso la voglia di spegnere quella della buonanotte.

Fosse per me, mi sveglierei soltanto per timbrare la presenza, e poi m’infilerei nel buio di due tavor per scontare quel che resta dell’esistenza. Santa Maria delle Solitudini, se sapessi come sono pesanti i giorni quando girano senza succedere.
Ogni volta, per dare un numero e un nome al giorno che vivo, mi tocca andarlo a cercarlo con gli occhiali e col dito sopra il calendario.

Ventuno novembre! Madonna della Salute! Mercoledì!


Mercoledì! Domani giovedì, dopodomani venerdì, poi sabato, e avanti, ancora lunedì, martedì e… di nuovo mercoledì!
Bella roba! Un mercoledì che sarà lo stesso mercoledì dell’altro mercoledì, o sarà preciso e sputato del martedì di ieri, che era come il venerdì dell’altro ieri o al giovedì che verrà domani, tanto, per chi ha smarrito il filo della sorpresa, i giorni e i numeri hanno tutti lo stesso gusto e la stessa confusione. (…)

ancora caracreatura



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